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QUANTI SIAMO

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Qual è il confine tra fisica e religione? Fino a che punto possiamo spiegare i fenomeni fisici? Cosa succede nell’infinitamente piccolo?
Ieri sera durante l’Infinity Grow Night dedicata ai postulati della fisica quantistica ci siamo posti questi e molti altri interrogativi.
Ciò che ci ha stupito è stato scoprire che alla misura di Planck che è veramente infinitesimale, lo spazio ed il tempo non esistono più. Gli scienziati hanno scoperto che ci sono delle stringhe di energia. Esse vibrano e non possono essere misurate o individuate singolarmente poiché per il principio di indeterminazione di Heisenberg, esse sfuggono per loro natura alla volontà di misurazione e di controllo umani.
È affascinante scoprire che la materia si comporta da onda quando non viene osservata mentre diventa particella quando l’uomo la osserva. Quindi possiamo dire che il mondo esiste poiché c’è qualcuno che lo guarda.
Non esiste il vuoto ma esiste un campo che parte da ciascuno di noi e si espande in tutto l’universo. Non siamo individui singoli e separati, ma contribuiamo all’esistenza dell’universo coi nostri campi che interagiscono con gli altri e con gli oggetti. Ben l’85% della materia è costituita da materia sconosciuta la cui esistenza fa sì che si formino delle strutture organizzate a costituire la materia e la vita. Questa materia oscura non ha tempo, non ha spazio e non ha forma, possiamo definirla come ha detto Fabio Marchesi, autore i molti libri sull’argomento tra cui ” la fisica dell’anima”, campo purico dove esistono tutte le informazioni pure che permettono la realizzazione materiale.
Di cosa si tratta? A noi piace pensare che sia Dio stesso, infatti corrisponde alla definizione di Dio di alcune filosofie e religioni orientali. Il Ka, il chi, l’energia che permea tutto l’universo.
A certi livelli fisica e spiritualità si fondono e sarebbe bene che i deterministi si rendano conto che ad una causa non necessariamente corrisponde un determinato effetto. In realtà viviamo in un campo di infinite possibilità , il cosiddetto spazio delle varianti teorizzato dal filosofo russo Vadim Zealand, autore del Reality transurfing di cui tratteremo nella terza serata del mese dedicato alla fisica quantistica.
Ieri sera siamo giunti alla conclusione che tutto è possibile finché crediamo che lo sia. Possiamo intervenire in maniera più consapevole sul nostro campo e attirare nella nostra vita solo ciò che desideriamo davvero ottenere, poiché abbiamo un potere, una forza che possiamo usare a nostro vantaggio.
L’immaginazione ci permette di creare la nostra realtà infatti scomponendo la parola otteniamo “in me mago agere” cioè siamo in grado di rendere la nostra vita magica.
Smettiamo di fare i pessimisti, i lamentoni e diventiamo più maghi!
A giovedì con la proiezione di “The Secret”
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