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33 ANNI MAMMA ….E ALLORA?

Siamo a fine 2011, quasi 2012 ed ancora mi sento dire: “come mai non stai a casa a goderti i figli nel tempo libero? lavori in ufficio 6 ore al giorno ed è tuo dovere occuparti dei figli  per il resto della giornata!”, “ Vai via nei week end per partecipare ai corsi di formazione sottraendo tempo alla famiglia? Stai a casa con loro che hanno bisogno di te!”.
Quando mi sento indirizzare queste affermazioni rispondo che ai miei figli  voglio mostrare una madre felice perché realizzata e non depressa perché costretta ad essere ciò che non è. Il mio sogno è sostenere le persone per raggiungere i loro obbiettivi, quindi se mi snaturassi e restassi a casa a fare la mamma molto probabilmente sarei un’esaurita. Ho avuto degli esempi di donne che si sono ammalate, non solo di malattie psicologiche, pur di non ammettere  a se stesse che sono state costrette a rinunciare ai loro sogni.
Personalmente preferisco passare meno tempo coi figli ed esserci con testa, anima e cuore, piuttosto che costringermi a stare a casa per un tempo che supera la mia soglia di tolleranza. E’ per questa ragione che ho abituato i miei figli, sin da quando è stato possibile, a stare con le nonne per permettermi anche solo di fare la spesa in pace.
Quando una donna viene da me per chiedermi aiuto, una delle prime riflessioni che le invito a fare riguarda la quantità di tempo che dedicano a sé stesse. Spesso scopro che rinunciano ad esso, per giocare al ruolo delle perfettine in apparenza. Non si concedono mai un un’uscita serale, un week end con le amiche, raramente lasciano i  bimbi dalle nonne o con la baby sitter per andare a cena col marito.
Non illudiamoci di saper far tutto meglio di chiunque altro.  Mettiamo alla prova i nostri compagni e chiudiamo un occhio ogni tanto sul loro “imperfetto”operato. Sono dei papà straordinari e sanno aiutare in casa se solo ci facciamo un attimo da parte e insegniamo loro come fare. Meglio un pavimento non perfettamente pulito e dei nonni  felici di godersi i loro nipoti che delle mamme sull’orlo di una crisi di nervi per non avere l’umiltà di chiedere aiuto.
Mamme abbiate il coraggio di realizzare i vostri sogni, solo così potete essere delle mamme di qualità dando il buon esempio ai vostri figli!
LAURA ALGHISI – TARGET COACH

LA FELICITA’ NON E’ UN TRAGUARDO

Molti pensano che la felicità sia un obbiettivo da raggiungere nella propria vita. Quando chiedi ad una persona cosa desidera di più raggiungere nella propria vita ecco che ti risponde nella maggior parte dei casi: la felicità.
A mio parere è un grande inganno perchè ti spinge a porta a cercare fuori alla disperata ricerca di qualcosa o qualcuno che ci renda felici. I film, i libri e le canzoni di successo ci insegnano che la nostra felicità dipende dagli altri. Io non sono d’accordo perchè ti fa dimenticare di essere l’autore della tua vita.
Gli altri possono solo riflettere la scintilla di felicità che noi possiamo riconoscere in loro.
La vita è fatta di diversi ingredienti che rendono la persona viva e che le permettono di raggiungere i suoi obbiettivi.
La felicità serve per alzarsi al mattino. Se davvero non fossimo felici di farlo, nessuno alzerebbe la schiena dal letto. Molti di noi si lamentano è vero, ma escono dal calduccio del lettino per andare al lavoro o a scuola o per fare qualsiasi altra attività della giornata.
Come scopriamo allora di essere felici? Quando ci fermiamo e rendiamo grazie. La gratitudine semplicemente porta l’attenzione e fa emergere la nostra coscienza della felicità. Con l’atto di ringraziare l’umore migliora e ci rendiamo conto che siamo felici. La felicità è semplicemente la riscoperta di una condizione che già è insita dentro di noi ma che viene coperta come dalla polvere da tutta una serie di distrazioni, preoccupazioni, ansie e stress vari. Basta spolverare e la felicità ecco che viene a galla.
Chi è più allenato, perché pratica meditazioni, prega o utilizza tecniche di crescita personale di vario genere, la ritrova più facilmente, chi invece non è avvezzo a queste cose, ci mette più tempo perchè si distrae lamentandosi della mancanza di felicità.
La felicità è godere di ciò che la vita ti sta offrendo ora, di quei piccoli attimi di gioia e usare questa energia per raggiungere i tuoi obbiettivi.

LA FELICITA’ LETTA DA FABIO VOLO

IL RE E’ NUDO

Ebbene sì. Smettete di illudervi che possiate mettere la vostra crescita nelle mani di un’altra persona che viene comunemente chiamata maestro. Non è così perchè sarebbe troppo facile farlo, al primo fallimento tutti pronti a puntare il dito (dimenticandosi che ce ne sono ben 4 rivolti verso se stessi, ma lasciamo perdere). Se non riesci a raggiungere i tuoi obbiettivi prenditela solo con te stesso!

Dio ci ha creato estendendoci le sue caratteristiche creative. Ciò significa che siamo noi a creare la nostra realtà.
Possiamo aver speso fior di soldi per frequentare decine di corsi, per acquistare e leggere milioni di libri e non aver capito un tubo di cosa significhi crescere.
Crescere a mio parere significa fallire e rialzarsi imparando dagli errori e diventando ogni volta una persona migliore.  La tentazione di affidare l’allineamento del proprio avere all’essere di un’altra persona è molto forte, perchè ci dimentichiamo di essere gli autori della nostra vita, cancelliamo dalla nostra mente che quando realizziamo qualcosa nella vita è frutto del nostro intento, sia in senso positivo che in senso negativo. La grandezza di una persona sta nel sapersi rialzare dopo la caduta e dopo essersi ripresi dallo sconforto e leccati un po’ le ferite (eh sì siamo esseri umani non dimentichiamolo).  Viviamo in questo mondo e dobbiamo sottostare alle sue regole, ma dobbiamo sapere a che gioco stiamo giocando.

Può sembrare un paradosso, ma è proprio quando siamo nello sconforto, nella confusione e nella paura tanto da non vedere la via d’uscita che ci basta girarci per avere un bel portone
pronto da aprire per fare un salto quantico di portata incalcolabile. Qui è il momento di chiedere aiuto al maestro che si materializza per rispondere alla nostra richiesta.
Tutti noi siamo persone determinate, solo che spesso ci troviamo ad usare la caratteristica della determinazione al contrario, cioè piuttosto che usarla a proprio favore per raggiungere degli obbiettivi positivi, la usiamo creando una realtà che solo in apparenza non è ciò che noi vogliamo, ma che ad un certo livello abbiamo chiesto.

Tutto sta nel riconoscere che siamo determinati ed imparare come si impugna l’arma della determinazione a proprio favore, non dimenticandoci mai che con le nostre scelte influenziamo il mondo che ci circonda.

Laura Alghisi TARGET COACH

HO UN SOGNO ANCH’IO

Qualche giorno fa ho rivisto un cartone animato molto bello, devo dire che ultimamente trasmettono film d’animazione sempre più belli e profondi che vale la pena far vedere ai bambini, ma non solo.Questi cartoni animati offrono degli spunti meravigliosi di riflessione e di crescita anche per gli adulti.
Curiosi? Ora vi dico il titolo: “ Rapunzel e l’intreccio della torre”.

Vi suggerisco di vederlo tutto dall’inizio alla fine perché mostra un percorso trasformazionale straordinario. La “Rapunzel prima maniera” vive segregata nella torre col divieto assoluto di uscire e quindi non conosce il mondo esterno (metafora del mondo in cui viviamo che crediamo essere la realtà e che invece è tutta un’altra cosa). E’ un altro modo di rivedere il nostro concetto di “reale” quasi una versione fiabesca del film “Matrix”.

Un giorno improvvisamente, approfitta di un truffaldino  che si era rifugiato per sfuggire ai suoi soci e non dividere il bottino rubato, prende il coraggio di inseguire il suo più grande sogno “vedere le lanterne che ogni anno si alzano in cielo proprio il giorno del suo compleanno” e scappa dalla torre.

Sono bellissime le scene che si susseguono in rapida successione in cui Rapunzel corre ed è felice della libertà e un secondo dopo è combattuta dal dubbio di aver sbagliato tutto ed aver deluso le aspettative della madre….confesso di sentirmi così spesso quando mi trovo davanti alla scelta di sottrarre del tempo alla mia famiglia e al mio lavoro dipendente per frequentare i corsi di crescita…tuttavia mi rendo conto che ormai la strada è imboccata e mi sforzo di zittire la vocina dell’autosabotaggio 🙂

Come tutti i film Disney, anche questo ha diverse canzoni e personalmente ritengo che la più bella sia “ho un sogno anch’io”.

In questa canzone i malviventi e i balordi della locanda cantano i loro sogni. Dietro alla loro apparenza di cattivi hanno un sogno molto bello che realizzeranno per aiutare Rapunzel a ritornare al castello. Quindi: non importa chi tu sia o cosa tu abbia fatto o rappresentato fino ad oggi, fai “reset” ed insegui il tuo sogno! Ti stupirai di quale persona meravigliosa si nasconde dietro la maschera! Mi piace pensare che c’è del buono in ognuno di noi e ….se ognuno di noi avesse il coraggio di realizzare i propri sogni, tutti diventeremmo delle persone migliori!Io personalmente ho scelto la passione di realizzare i miei sogni ed aiutare gli altri a trovare la determinazione ed il coraggio di inseguire e realizzare i loro.

Laura Alghisi
Target Coach

OCCHIO ALL’AUTOLIMITAZIONE


Com’è difficile restare centrati in un mondo in cui ci sono tante distrazioni! Ho l’opportunità di condividere del tempo con persone che non frequentano l’ambiente della crescita personale e spesso mi confronto con loro che mi chiedono cosa faccio quando vado ad un corso. Ho notato che la mia vita ha definitivamente virato verso il mio obbiettivo professionale di Target Coach. 


Dico questo perché anni fa avevo timore di parlare agli altri (leggi: mondo esterno alla crescita personale) di quello che amo e se iniziava una discussione, non avevo il coraggio e la fermezza per esprimere il mio punto di vista alternativo, mentre quando succedeva ero presa per quella “strana” con il risultato che poi mi chiudevo ancora di più.
Ora, ho notato che più frequento le persone straordinarie del percorso di crescita che ho scelto di seguir e più miglioro le mie competenze e  la mia sicurezza nel parlare con gli altri. 

Sin da piccola mi è stato insegnato a non interrompere i discorsi, a stare buona e a non farmi “sentire”, ora capisco che ne stavo pagando le conseguenze e stavo vivendo la vita di un’altra Laura…non  la mia!


Io VOGLIO FARMI SENTIRE! VOGLIO URLARE A SQUARCIAGOLA! 

Non mi importa quante persone mi seguiranno, ma so che se fai ciò in cui credi e credi in te stessa , i risultati arrivano. 
Come Neo nel primo Matrix, non sa di essere l’eletto ma quando comincia a crederci le cose cambiano e lui diventa l’eletto.  Questo dimostra che le convinzioni personali guidano  la nostra esistenza. In ogni caso abbiamo ragione: sia che crediamo di essere sfortunati, o deboli e con una vita di m…… e sia che crediamo di essere forti e di valore, avremo ragione! 
Quindi: ho imparato a fare attenzione a ciò che penso, ci vuole molto allenamento per accorgersi e scovare quali sono le nostre convinzioni limitanti ( a volte basta ascoltarsi…ma non tutti lo fanno),  perciò ANTENNE ALZATE e via verso nuove avventure ……

un abbraccio

Laura Alghisi
Target Coach
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