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La famiglia del mulino bianco

la famiglia del mulino bianco

Ah che bella la famiglia del Mulino Bianco, dove tutti alla mattina sono belli pettinati, sorridenti e collaborativi! Chi di noi non vorrebbe avere una famiglia così dove tutti son sereni e solari?!peccato che la realtà molto spesso sia tutt’altro che così.

Non sentitevi delle marziane, care colleghe mamme, se al mattino per alzare i vostri cuccioli dal letto ci vogliono le cannonate o la gru, se i bambini non vogliono lavarsi, vestirsi e se ci vogliono ben 35 minuti per mezza tazza di latte (sì perchè col tempo si calcolano le dosi al millilitro pur di farli finire!:) e due miseri biscotti, sperando che non si macchino i vestiti…altrimenti altri 10 minuti per rifare tutto daccapo…e poi sono urli e strepiti per uscire di casa e arrivare davanti alla scuola appena in tempo mentre la bidella sta per chiudere il cancello.

Sono sicura che molte di voi si ritrovano in questa descrizione, beh… tranquille perchè siete in buona compagnia.

Siamo tutte fan della mitica tata Lucia Rizzi che dispensa ottimi consigli in tv e sogniamo di averla anche noi per addomesticare i nostri bambini e rendere la nostra vita più semplice, ma dobbiamo arrangiarci!… niente paura, si può!

Il primo errore da evitare è di sentirci in colpa per voler mettere delle nuove e più rigide regole alla vita di famiglia, ripetendovi che passate poco tempo coi figli visto che andate al lavoro e che non è giusto imporre restrizioni nel poco tempo che passate insieme, per poi pentirvi di questo pensiero il mattino dopo :).

Il secondo errore è non concordare con padre l’applicazione di tali regole. Se il padre vive con voi vi renderà l’applicazione delle regole impossibile perchè i bambini non perderanno occasione per correre da lui per averla vinta. Se, come nel mio caso, non vive con voi, i vostri figli torneranno dal soggiorno con lui ingestibili e fieri dicendovi: “da papà mangiamo sul tavolino del salotto davanti ai cartoni animati!”. Voi dovrete fare dei bei respiri profondi per evitare di scatenare un putiferio telefonico!

Il terzo errore è rinunciare dopo pochi giorni di fallimento, poiché i figli hanno bisogno di un po’ di tempo e di tanta pazienza e fermezza per rendere permanenti le regole, altrimenti quei furbetti l’avranno vinta.

Ricordate una cosa: non esiste la madre o il padre perfetti, ma se ci impegniamo possiamo essere dei buoni genitori se iniziamo a lavorare su noi stessi per migliorarci, così da poter dare un imprinting migliore alle nostre piccole pesti che imparano da come ci comportiamo.

Vi riporto qui 5 regole per un buon rapporto tra genitori e figli:

Regola 1: PIU’ DIALOGO

Ricordate cari genitori che i figli valgono più di tante altre cose, carriera compresa, quindi sedetevi spesso con loro e parlate, chiedete, confrontatevi.

Regola 2: AUTONOMIA NELLA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI

Date fiducia ai figli circa la possibilità di risolvere da soli i loro problemi, evitando di intervenire direttamente o stressarli diventando asfissianti e possessivi

Regola 3: GESTIRE I SENTIMENTI NEGATIVI

Non temete i sentimenti negativi dei vostri figli. Se un giorno vi dicono : “Ti odio!” il giorno dopo avranno bisogno di voi e si ricorderanno di quanto vi vogliono bene. Fatevi scorrere addosso parole negative che vi rivolgono poiché si scoglieranno come neve al sole.

Regola 4: RISPETTARE L’INDIVIDUO

Ricordiamoci che i nostri figli non sono una copia o un estensione di noi stessi, hanno diritto ad una loro identità, a una loro vita. Dobbiamo fare a meno di desiderare un figlio esemplare da mostrare in pubblico.

Regola 5: CONSAPEVOLEZZA

Mettiamoci sempre in discussione, poniamo attenzione ad alcuni nostri modi di essere e di agire e cerchiamo sempre di migliorarci.

 

Essere genitori è un lavoro a tempo pieno che da soddisfazioni quando continuiamo ad innovarci e seguiamo l’evoluzione dei figli essendo di esempio di coerenza e saggezza.

 

Peace and love

Laura Alghisi

Target Coach

 

PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE E’ UNO SPORT MONDIALE

predicare bene e razzolare male

 

Ogni mattina apro la pagina di face book e trovo lamenti vari per i politici che pur avendo vinto le elezioni non sono in grado di formare un governo, il tempo atmosferico (troppo freddo…troppo caldo..troppo piovoso), la squadra di calcio del cuore che ha perso o vendette trasversali con insulti di ogni tipo. Dal lato opposto trovi invece chi lancia messaggi di speranza, amore, condivisione del benessere, frasi motivanti e incoraggianti.

Ma,attenzione alla trappola!A volte le persone che hanno il coraggio di lamentarsi sono coloro che non farebbero del male ad una mosca, invece a volte chi pubblica paroloni nasconde una rabbia repressa.

Certo, non bisogna generalizzare ma stare ben attenti a quale energia si cela dietro a messaggi apparentemente di amore.

“chi non ha peccato scagli la prima pietra!” diceva il buon Gesù. Io stessa ci sono cascata in questo meccanismo ed ora ho scelto di uscirne. Se è una bella giornata e mi sento carica espando la mia energia e auguro gioia a tutti coloro che incontro sulla mia bacheca, se invece sono arrabbiata e ritengo di volerlo mostrare in Facebook non ho pudore a farlo vedere, perché non c’è niente di peggio che mentire a se stessi ed agli altri e scrivere che si vuole la pace nel mondo quando non sai andare d’accordo neppure con il tuo vicino di casa.

Il mio consiglio è: evita forzature e sii coerente con te stesso. Piuttosto che scrivere frasi vuote di emozioni per fare bella figura online (ma poi si percepisce la falsità), non scrivere nulla per un po’. Prenditi una pausa e medita, presta attenzione a come ti muovi e perché scrivi. Non cadrà il mondo se ti prendi un paio di giorni sabbatici per dedicarti a te stesso e rileggere ciò che scrivi per vedere se coincide con i fatti concreti o se lo fai solo per metterti in mostra.

Riflettiamoci su…

Peace and love

Laura Alghisi

L’AMORE MUOVE IL MONDO

Avere stima di se stessi é l’ingrediente base del successo nella vita.Se non ami te stesso come fai ad amare gli altri? Sarebbe un’illusione perché non puoi dare ciò che non hai tu per primo.

La stima di sé viene insegnata da bambini e si può partire da un livello più alto se i nostri genitori ci insegnano a coltivarla, lasciandoci fare degli sbagli, perché solo così si costruisce il bagaglio di esperienze di cui noi adulti siamo il frutto. Se non ci siamo creati l’opportunità di scegliere dei genitori consapevoli, niente panico …si può rimediare al gap con tanto tanto allenamento su se stessi.

Ci si può innamorare in qualsiasi momento, non sappiamo quando, ma possiamo prepararci a gustare la gioia di vivere allenandoci a considerare per esempio le difficoltà come trampolini di lancio verso salti di consapevolezza, maggiore é la difficoltà che ci creiamo e maggiore é la crescita. Qui le chiacchiere stanno a zero, la vita é una continua palestra e lamentarsi non porta da nessuna parte. Ti fa dare ragione a te stesso piuttosto che scegliere di essere felice ed evolverti. L’inizio sta nel avere una piccola disponibilità al cambiamento accettando che porta con se la trasformazione verso un qualcosa che é ignoto, ciò che é noto ormai sappiamo che porta all’insoddisfazione, quindi é molto più conveniente imparare ad ascoltarsi ed ad agire più di pancia, cioè sulla base dell’emozione e dell’amore che proviamo per noi stessi. L’amore muove il mondo e fa prendere decisioni inaspettate e che non possono essere pianificate. Quando ti trovi di fronte ad una scelta, la prossima volta evita di chiederti cosa perdi, ascolta il tuo cuore e la tua pancia che ti indirizzano verso ciò che tu sentì sia meglio per te. Lasciati andare e rischia, solo così puoi scoprire orizzonti nuovi che ti faranno innamorare di te sempre di più!

Come diceva Steve jobs:  Siate affamati! Siate Folli!

Laura Alghisi – TARGET COACH

ADESSO PARLO IO!

Non vi è mai capitato di omettere di rivelare certe verità scomode per timore di ferire una persona e per un senso di protezione nei suoi confronti? Peccato che la prima persona a cui teniamo e che desideriamo proteggere con tutte le nostre forze siamo noi stessi!

Questo è un tipico atteggiamento fanciullesco che ogni essere umano adotta a partire dai 4-5 anni di vita, quando finita la fase della verità si impara a mentire per evitare di essere puniti dagli adulti.

Se questo aspetto non viene elaborato ed interiorizzato da grandi si tenderà a riproporlo in maniera inconsapevole. Spesso si sente affermare: “non mi interessa cosa pensano gli altri, io faccio così e punto” utilizzando una forma di ribellione tipicamente infantile. In realtà l’uomo teme il giudizio altrui e se questa paura non viene individuata prende piede e si rafforza.

Vi do un suggerimento ricordatevi e sforzatevi di riconoscere questa paura, accoglietela e dite “no grazie”, a quel punto sarà più semplice individuarla ogni qualvolta si ripresenterà, finchè finalmente si compirà il passaggio a diventare adulti.

Qui avviene la vera magia o miracolo, quando finalmente smetti di raccontare bugie a te stesso, prendi in mano la situazione e parli da adulto ad adulto potresti stupirti della comprensione che viene generata da questo tipo di comunicazione.

Lasciarsi andare al fluire della vita, come consiglia una mia cara amica, per me significa riconoscere e non osteggiare gli atteggiamenti che assumiamo, per poi scegliere se reiterarli o se lasciarli andare finchè a furia di allenarsi la lezione sarà imparata.

L’AMORE GENERA AMORE

Quando stai per puntare il dito verso qualcuno ed arrabbiarti, fermati, respira e ricorda che chi agisce sulla base della paura è cieco. Non si rende conto di cosa e del perchè lo sta facendo. Semplicemente perde il controllo, si lascia travolgere dalla paura, vede ogni gesto come un attacco e si dimentica che invece si tratta di una richiesta d’aiuto.

Quando sperimenti il terrore dai ragione all’ego che ti dice di non pensare a te stesso ed al tuo benessere. L’ego ti spinge  al sacrificio ed a portare avanti una vita di rinunce. Si dimentica però di informarti che vivendo una vita di questo tipo, si rischia fortemente di covare un rancore silenzioso che a lungo andare logora la mente ed il corpo. Smettiamo letteralmente di amarci e iniziamo a buttare la colpa sugli altri e su Dio che sembra non darci ciò che chiediamo.  Egli ci ama esattamente per come siamo e qualsiasi cosa facciamo. Questo si chiama: amore incondizionato. Io ho imparato che il Giudizio Universale è un’invenzione della religione per condizionare le nostre azioni, sono le persone a giudicare gli altri credendo di essere nel giusto. Se ciascuno imparasse e di conseguenza applicasse la legge dell’amore, inizierebbe a darsi più amore e questo amore si riverserebbe nel mondo per ritornare moltiplicato e fortificato in un’oceano di abbondanza. Invece, molti sono stitici d’amore perchè agiscono sulla base della paura della perdita che fa uscire di senno e costringe le persone inconsapevoli ad agire nel modo contrario nei confronti dell’oggetto del proprio amore. In questo includo non solo il partner ma anche i figli, gli amici e non per ultimo se stessi. Se ci dimentichiamo di darci amore quotidianamente, questo appassisce e non possiamo darlo agli altri. La bella notizia è che si è sempre in tempo a svegliarsi dall’incubo della paura e a ricominciare a mandare amore. Questo genera i veri miracoli, l’ingrediente segreto è sempre la fede in Dio e nella propria capacità di realizzare gli obbiettivi in cui credi…parola di Target Coach.

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